Evento ”Il respiro dell'eremo sui Camaldoli "
21/22 e 28/29 settembre 2024 Eremo dei Camaldoli.
La collina con i suoi 459 m di altitudine si erge a prospetto del golfo di Napoli; da essa è possibile godere di uno splendido panorama a 180° su tutta l’insenatura e le sue isole.
Il punto più alto di Napoli apre scorci sull'incantevole golfo dominato dal Vesuvio. All'ombra di questo vulcano vive e si evolve da più di duemila anni un popolo che, al pari dell'impetuoso movimento della lava, è ricco di energia ed ha nel suo DNA la creatività, l'immaginazione ed un senso dell'arte che potremmo definire innato.
Lo spettatore. Che raggiunge questo luogo, può scorgere da est ad ovest prima l'isola di Capri e Punta Campanella, quindi la costiera sorrentina, il Vesuvio e la città di Napoli con la sua collina di Posillipo, per poi passare alla zona flegrea ed ampliare lo sguardo lontano, fino a Gaeta ed ai monti Aurunci.
Il panorama del Belvedere dell'Eremo dei Camaldoli apre la mente e l'immaginazione sul perché la storia di Napoli sia così antica. Luogo sempre vissuto, prima dagli Osci, popolo preromano, poi dai Greci e ancora dai Romani che scelsero Baia e Neapolis come punto nevralgico di scambio commerciale e culturale per l'Impero. La presenza secolare di borghi, casali e chiese fa dei Camaldoli una zona culturale attrattiva, di certo rurale, ma non avulsa dalla storia partenopea. Oltre a ciò, il verde del Castagneto ceduo, ormai parco pubblico che dà ossigeno a tutta Napoli.
La flora e la fauna di una collina storicamente boschiva ed agricola, sebbene investita negli anni 80, dal boom edilizio, sono ancora capaci di rigenerare chi cerca rifugio dal caos cittadino.
L' evento, itinerante, si svilupperà su più punti:
A) la storia dell' Eremo e delle strutture più antiche dei Camaldoli:
Proponiamo la divulgazione tramite esposizioni del materiale raccolto negli anni circa la storia delle strutture più rilevanti dei Camaldoli.
Oltre all'Eremo, nel quale organizzeremo la prima mostra, ci occuperemo di vari siti storici della collina:
- "Cento camerelle"
La Cappella di San Giovanni Battista, a noi nota come "cento camerelle" è una struttura immersa nel bosco sul crinale che va dai Camaldoli a Pianura, ad un centinaio di metri dal borgo di Nazareth. Le sue origini probabilmente risalgono al basso Medio Evo, ma ancora non abbiamo trovato presenza del sito nelle cartine del luogo. Continueremo la ricerca.
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"La Decina"
Villa di rilievo storico che si incontra sulla strada che conduce a Marano ed a Pianura. Almeno fino al 1775, come rilevato dalle carte storiche redatte dal Duca di Noja, la villa era insieme alla "Contessa", l' unica costruzione di pregio della zona; fu abitata dall'artista Camillo Guerra.
Oggi, purtroppo, è in condizioni fatiscenti.
-Il ”borgo di Nazareth”
Borgo del dodicesimo secolo
costruito dalla famiglia Diano poi passata ai Capece dunque ai Rapuano. Il giureconsulto Giambattista Crispo, figlio di Porzia Rapuano e Giovanni Paolo Crispo, ampliò il borgo e lo abbellì con un piccolo laghetto navigabile da barchette; fu in quel periodo che si costruirono altre vie per salire sul monte Prospetto.
Nel 1888 il cavalier Girolamo Congedo nella sua relazione di commissario straordinario al comune di Chiaiano e riuniti , definì Nazareth ”la piccola Svizzera ".
Gli ultimi proprietari furono i Verrusio lo attesta una lapide all'entrata del borgo.
Nel 1927 Francesco Verrusio donò la chiesa patronale di Santa Maria di Nazareth alla comunità locale.
-Guantai
Contrada già presente nelle carte del Duca di Noja, cresce e si sviluppa nel 1860 circa con la volontà della famiglia Di Marino di costruire la chiesa ”Regina Paradisi”.
B) mostra foto d'epoca:
Proponiamo l'allestimento di riproduzioni di foto, stampe e quadri d'epoca raffiguranti le architetture, i paesaggi caratteristici e gli abitanti della collina.
-C) rappresentazioni della cultura rurale:
Proponiamo la realizzazione di scenografie che rappresentino la vita contadina dei Camaldoli come raccontata dai nostri genitori e nonni.
Per la realizzazione degli allestimenti si farà ricorso a:
-materiali autoctoni della collina.
Materiali principi saranno il tufo giallo, il lapillo e la pozzolana, rocce tenere facilmente lavorabili; a seguire il piperno, roccia vulcanica presente in Campania, la cui formazione risale alle prime attività della zona flegrea. La sua durezza e resistenza, che ne determinano la durabilità, lo hanno reso molto utilizzato in epoca romana per le strade, ma anche in seguito per abbellire palazzi e scale. Attualmente non è più estratto in quanto le cave in sotterranea presenti a Pianura e Soccavo sono esaurite. Il livello di piperno con la sovrastante breccia Museo, è ben visibile alla base della collina dei Camaldoli, nella zona di Soccavo, in località Verdolino.
Utilizzeremo anche vegetali del bosco che abbraccia il monte Prospetto:
ginestre, pungitopo, castagni,asparagi selvatici conosciuti nella zona col nome di testine;
-gli utensili autoctoni
si esporrà utensileria d'epoca rurale della zona come botti, torchi, falci, arnesi in genere comunque datati;
-animali
porteremo animali da cortile di piccola taglia costruendo con materiale naturale dei recinti aperti agli avventori; ci saranno oche, galline di varie razze, conigli ed altri animali.
Le scenografie della cultura rurale camaldolese saranno allestite nel cortile e nell' androne sottostanti la scala che porta alla chiesa del Monastero e nel viale del Belvedere;
D) alberi genealogici:
si propone la divulgazione degli alberi genealogici delle famiglie dei Camaldoli redatti in oltre trent'anni di ricerche e aperti a recepire, proprio grazie a queste iniziative, nuovi dati.Fonte principale della ricerca sono stati gli atti di nascita, istituiti all' inizio del 1800 da Gioacchino Murat, cognato di Napoleone Bonaparte, che si insediò a Napoli. Prima di allora le nascite venivano registrate in chiesa; i Camaldolesi si recavano a Chiaiano e prima ancora alla diocesi di Pozzuoli. Questa attività potrà dare l'avvio ad eventuali progetti in collaborazione con scuole o enti interessati.
E - passeggiate a cavallo e in mountain bike:
Quasi certamente saranno previste passeggiate a cavallo ed in mountain bike per visitare i luoghi del territorio.
Per la realizzazione dell' evento "coinvolgEremo" giovani studenti d'arte, che faranno da ciceroni, mostreranno le qualità paesaggistiche e naturalistiche del territorio.
La parte bella di questa ricerca è quella a contatto con gli anziani che aprendo ”o cascion” e mostrandoci foto antiche ci hanno raccontato aneddoti che descrivono la vita in collina e ci hanno dato la possibilità di ricostruire gli alberi genealogici delle famiglie che sono insediate qui da più secoli .
Ringraziamo l'attenzione di madre Elin superiora delle suore Brigidine, nella speranza di una lunga e proficua collaborazione.
...VENITECI A TROVARE, VI ASPETTIAMO!!!
Per maggiori info:
Antonio Manco 081 587 33 93 - 380 214 75 18